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Cancro endometriale

 

Il cancro endometriale insorge prevalentemente nel periodo post-menopausale, quindi nelle donne che hanno età di circa 60 anni; prima dei 40 anni soltanto il 3-5% dei tumori dell’endometrio sono diagnosticati. Da un punto di vista istologico ne esistono due tipi (ndr.epiteliale e mesenchimale), i quali indipendentemente dalla loro istologia sono classificati in estrogeno correlati e non estrogeno correlati. Sono due famiglie di tumori che hanno una prognosi essenzialmente diversa: quelli estrogeno correlati (questo anche nei tumori della mammella e dell’ovaio) hanno una prognosi migliore, un migliore controllo della proliferazione. Quindi da un punto di vista istologico:

  • Endometrioide di tipo 1 –> Comprende il tumore endometrioide classico, che può essere tipico o atipico, l’atipico può essere squamoso o secretorio; poi comprende l’adencarcinoma che riguarda la struttura ghiandolare dell’endometrio.
  • Endometrioide di tipo 2 –> Sierocarcinoma papillifero; adenocarcinoma a cellule chiare; carcinoma indifferenziato.

I mesenchimali dell’utero, invece, riguardano o il miometrio ( leiomioma, nella maggior parte dei casi benigni, oppure leiomiosarcomi) oppure riguardano lo stroma dell’endometrio ( adenosarcomi o sarcoma stromale, rarissimi).

Abbiamo detto che da un punto di vista fisiopatologico possiamo distinguere due categorie patogenetiche:

  • Tipo 1—> Estrogeno correlato, che rappresenta 80% di tutti i tumori dell’endometrio
  • Tipo 2—> Non estrogeno correlato che rappresenta il 20% dei tumori

Il tipo 1 è legato ad un ecceso di estrogeni, sia per la durata dell’ esposizione agli estrogeni, sai per l’eccessiva produzione di estrogeni. Prevalentemente questo tipo di tumore è di tipo endometrioide; generalmente è di basso grado e questo correla con una prognosi migliore; colpisce prevalentemente le donne caucasiche in un’età compresa tra i 50-60 anni.

Il tipo 2 non estrogeno correlato è un tipo di cancro endometriale di alto grado, ha una prognosi peggiore; colpisce prevalentemente le donne afroamericane in un’ età più tardiva compresa tra i 60-70 anni.

I fattori di rischio per il tipo estrogeno correlato sono gli stessi che abbiamo visto per le altre patologie correlate alla produzione di estrogeni:

  • Obesità —> Per la presenza di tessuto adiposo e aromatasi , che trasforma gli androgeni in estrogeni
  • Malattie epatiche croniche —> per esempio cirrosi epatica; che impedisce alle cellule epatiche di degradare gli estrogeni a causa della distruzione del parenchima
  • Donne infertili —> situazioni di iperestrogenismo

Anche per il carcinoma endometriale si è stabilito una progressione della malattia, però in questo caso sembra che gli estrogeni determinino la stimolazione neoplastica del tessuto epiteliale, ma il passaggio da iperplasia semplice ad atipica nello sviluppo dell’adenocarcinoma, coinvolgerebbe (anche nelle forme estrogeno correlate) altri fattori che ancora non ci sono noti, che stimolerebbero la proliferazione di queste cellule. Quindi da un punto di vista diagnostico si può parlare di iperplasia; iperplasia atipica, che è una lesione precancerosa; fino al carcinoma. Di solito questo si presenta polipoide, poiché va ad occupare uno spazio cavo che è la cavità dell’utero. La presenza di queste masse viene scoperta molto tardi perché da un punto di vista sintomatologico, se non per il sanguinamento occasionale, non viene diagnosticata.

 

carcinoma dell'endometrio

carcinoma dell’endometrio

Ricapitolando, il primo tipo di cancro endometriale è legato in qualche modo agli estrogeni ; più frequente in post menopausa; i fattori di rischio sono obesità, disordini epatici, infertilità e anche terapia con tamoxifene, usato nelle donne con tumore alla mammella. Questo veniva utilizzato anche in maniera preventiva, in realtà il tamoxifene compete per il recettore degli estrogeni: in alcuni casi questo farmaco può avere attività stimolante sul recettore degli estrogeni e quindi determinare una stimolazione così come se ci fosse l’estrogeno legato al recettore mediando così il messaggio dell’ormone. Quindi anche la terapia con tamoxifene, che deve essere controllata nelle donne trattate per il tumore della mammella, può aumentare il rischio di tumore dell’endometrio.

Fattore protettivo è la multiparità,sempre per una questione legata all’esposizione agli estrogeni (in tal senso un fattore di rischio emergente è l’eccessiva durata di terapie estrogeniche come con la pillola anticoncezionale) . Spesso in altre zone del tessuto sono presenti zone di metaplasia e gli estrogeni se sono presenti in grandi quantità stimolano la proliferazione. Il tipo istologico più frequente è l’adenocarcinoma endometrioide. Il grading per questo tipo di tumori è prevalentemente +1 e solo più raramente sono +2,+3. Questi tumori possono dare metastasi linfonodali; carcinosi peritoneale, cioè diffusione metastatica della malattia nel peritoneo. Hanno una prognosi più favorevole.

Il tipo 2 non è estrogeno correlato; più frequente in post menopausa; i fattori di rischio non si conoscono; i tipi prevalenti sono il sieroso papillare e l’adenocarcinoma a cellule chiare; sono quelli che più spesso danno metastasi e hanno una prognosi più sfavorevole.

Author: microscopyworld

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