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Denti decidui o da latte

Tessuti dentali, i denti decidui

Il campione analizzato in questo articolo è una sezione corono-apicale e cioè  dalla superficie coronale del dente deciduo o comunemente detto “da latte”, quindi la parte visibile nel cavo orale, alla radice del dente localizzata nelle ossa mascellari,dunque non visibile in cavità orale, di un elemento dentario deciduo. Prima di passare alla fase di osservazione del campione, il dente deciduo è stato diafanizzato. Vediamo che cosa si intende per diafanizzazione. In istologia, con il termine diafanizzazione, si intende il processo chimico attraverso il quale un campione è reso trasparente, in altre parole,  questa procedura serve a modificare le proprietà di un campione posto su un vetrino affinché questo possa essere sufficientemente opaco da lasciar passare la radiazione luminosa. Nel caso dell’elemento dentario ciò che rende difficile il passaggio della radiazione luminosa attraverso il campione è il materiale duro del dente, e cioè lo smalto.

I denti sono organi infissi in una cavità ossea chiamata alveolo, a livello della mascella, superiormente e della mandibola, inferiormente. Svolgono oltre alla funzione masticatoria, un importante ruolo nell’articolazione della parola e partecipano all’estetica del volto.

 

Anatomia del dente

Ogni elemento dentario è suddiviso in  corona e radice, separate dal colletto.  La radice del dente risulta nascosta nella cavità orale perché localizzata all’interno di una cavità ossea chiamata alveolo  L’esistenza dell’alveolo è legata alla presenza del dente, quindi nel momento in cui l’elemento dentario è assente , ad esempio dopo un intervento di estrazione, l’alveolo tenderà a riassorbirsi.

 Immagine

 

Lo smalto

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Superficie linguale (superficie interna che tocca la lingua) Copyrighted.com Registered & Protected<br />2ND4-LI5Y-V0PQ-LOGA

Lo smalto (anche dei denti decidui o di latte) rappresenta il tessuto più duro che si trova negli organismi, è un tessuto molto particolare né riparabile né rimpiazzabile, presenta una superficie porosa che in microscopia risulta bucherellata. Esso è costituito dal 96% da una matrice inorganica di sali cristallizzati di fosfato di calcio ( idrossiapatite) e per il restante 4% da una esigua quota organica di proteine e acqua.

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giunzione amelo cementizia

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Superficie vestibolare (quella che si osserva quando si sorride) del dente deciduo

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Smalto mordenzato di denti decidui o di latte

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Smalto mordenzato nella porzione della corona prossima alla radice

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Smalto mordenzato prossimo all’apice della corona

Nelle ultime tre immagini è possibile vedere una sezione di smalto mordenzato. La mordenzatura è una procedura effettuata dall’odontoiatria che consiste nel trattare piccole parti della superficie dello smalto di un dente con acido ortofosforico al 37%.  In questo caso la mordenzatura si è utilizzata per scopi illustrativi. Con questa tecnica l’odontoiatra fa sì che l’area trattata (di estensione in genere limitata a pochi millimetri) diventi ruvida, ciò  consente di far aderire meglio gli adesivi dentinali che vengono applicati per eseguire otturazioni o ricostruzioni estetiche di un dente in materiale composito.

 

La dentina

È detta anche avorio, rappresenta il vero corpo del dente, è rivestita nella corona dallo smalto e nella radice dal cemento. Appare come un tessuto duro, di colore bianco-giallognolo. La dentina è più dura dell’osso e meno dura dello smalto, ciò fa sì che all’esame radiografico la dentina risulti radio-trasparente.

La freccia rossa indica lo smalto che risulta più intensamente colorato di bianco rispetto alla dentina visibile nella parte più interna del dente che invece risulta meno colorata, dunque radio-trasparente. La dentina ha la funzione di proteggere la polpa dentale sottostante dalle variazioni di temperatura e dalle sollecitazioni meccaniche.
Quando gli strati di smalto e dentina si assottigliano, allora gli stimoli sopraccitati raggiungono indirettamente lo strato  più interno, che riveste la polpa dentale, struttura particolarmente ricca di vasi sanguigni e di terminazioni nervose. La dentina è infatti percorsa da canalicoli microscopici chiamati tubuli dentinali, all’interno dei quali è presente il fluido dentinale (simile al plasma sanguigno), indispensabile per il nutrimento e per la sensibilità della dentina. Questi tubuli sono collegati alla parte pulpare, vitale e sensibile, dove si trovano terminazioni nervose che una volta irritate provocano dolore. L’esposizione della dentina pertanto provoca sensibilità dentale.

                                                                

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I tubuli dentinali della dentina

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Tubuli della dentina Copyrighted.com Registered & Protected<br />MHTY-HIFE-AC0J-J4RJ

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sezione trasversale del dente non completamente diafanizzato: si nota la porzione più scura al centro più scura ancora calcificata, lateralmente la maggior trasparenza del campione sta a significare una maggior diafanizzazione.

 

                                                              

L’esposizione della dentina può essere causata dall’erosione dello smalto,ma anche da un’altra causa piuttosto comune, la recessione gengivale:

Le cause della recessione sono di due tipi: di origine infiammatoria per l’accumulo di placca batterica dovuto spesso a una scarsa igiene orale e una causa incidentale dovuta allo spazzolamento scorretto dei denti, soprattutto se si utilizza regolarmente uno spazzolino a setole dure, che rappresenta il maggiore fattore di ischio per le gengive ritirate.

Prevenzione
L’accurata pulizia dentale quotidiana, eseguita con strumenti adeguati, è comunque il miglior accorgimento per prevenire le gengive ritirate. Per minimizzare il rischio di regressione gengivale, si consiglia di utilizzare uno spazzolino a setole morbide e di spazzolare con dolcezza i denti, dalla gengiva al dente, MAI AL CONTRARIO!

Anche la pulizia dentale professionale è estremamente importante per mantenere in piena salute i denti, il più a lungo possibile: si consiglia di sottoposi all’igiene almeno una o due volte all’anno. Infatti, il deposito di placca e tartaro aumenta il rischio di carie. È di fondamentale importanza insegnare ai bambini fin da subito a spazzolare i denti nel modo corretto per preservare la salute orale, così da evitare interventi invasivi e dolorosi da parte dell’odontoiatra che potrebbero spaventare i piccoli pazienti.

Il Parodonto

Le strutture che circondano, sostengono e nutrono il dente costituiscono il parodonto. Esse sono il cemento, il legamento parodontalel’osso alveolare che fanno parte del parodonto profondo e la gengiva che fa parte invece del parodonto superficiale.

I tessuti che costituiscono il parodonto hanno la duplice funzione di:

  • mantenere attaccato il dente al tessuto osseo;
  • conservare l’integrità dei tessuti coinvolti nella masticazione

 

Il cemento

Questo tessuto riveste la dentina a livello della radice, è un tessuto molto simile al tessuto osseo, ma è privo di vasi.

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residui di cemento sulla radice di un dente deciduo

Il legamento parodontale

Il dente infisso nell’alveolo resta ancorato ad esso soprattutto grazie alle fibre di cui è formato il legamento parodontale, esso infatti è costituito da un tessuto connettivo specializzato posto tra il cemento che copre la radice e l’osso che costituisce l’alveolo dentale.  Il tessuto che costituisce il legamento è particolarmente adatto alla funzione di supporto al dente consentendogli di sostenere le considerevoli forze che si sviluppano durante la masticazione.

 

Il dente deciduo analizzato è stato gentilmente fornito dallo studio odontoiatrico del dott. Del Piano
A cura di Lucia Grimaldi

 

Author: microscopyworld

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