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Intolleranza al Lattosio – sindrome da malassorbimento

 

L’ intolleranza al lattosio causata da deficit parziale o totale dell’enzima lattasi, è una condizione diffusissima, in particolare in alcuni paesi (come la Cina, in cui il 95% della popolazione è affetta da deficit totale o più spesso parziale); con tale termine quindi identifichiamo una condizione per la quale un determinato nutriente NON potrà essere in alcun modo a causa, più spesso, di deficit enzimatici. Per malassorbimento intendiamo l’incapacità di digerire ed assorbire carboidrati (con o senza intolleranza), come accade nei pazienti affetti da diarrea virale e che quindi hanno l’epitelio di assorbimento intestinale danneggiato, per cui non saranno in grano di “assorbire” nutrienti come il lattosio.Intolleranza al lattosio

A seconda delle proteine coinvolte, distinguiamo le sindromi da malassorbimento dei carboidrati in due gruppi:

  • deficit di enzimi digestivi del lattosio

deficit di lattasi;

  • deficit di saccarasi e destrinasi;

deficit di assorbimento di glucosio e galattosio: forma intestinale e forma renale.
L’intolleranza al lattosio è una patologia molto frequente, che può essere sia secondaria a malattie
gastrointestinali sia in forma primaria ereditaria.

Forma secondaria

l’ intolleranza al lattosio secondaria è diffusa sia nella popolazione bianca sia nella popolazione orientale, si manifesta generalmente in seguito a malattie gastrointestinali ed è dovuta a disepitelizzazione dell’epitelio intestinale in seguito a malattie gastrointestinal enteriti si consiglia di evitare l’assunzione di lattosio per qualche giorno, in modo da dare il tempio all’epitelio e all’orletto a spazzola di rigenerarsi.

Forma primaria

E’ una forma di  intollerana al lattosio ereditaria e molto diffusa che rappresenta un tratto ancestrale che poi con l’evoluzione è andata perdendosi ad oggi, infatti, nella popolazione bianca è poco diffusa.

L’introduzione del latte extraspecie nell’alimentazione umana è infatti un fatto cronologicamente piuttosto recente: dalle origini della nostra specie datata a circa 200.000 anni fa, la capacità di digerire, da adulti, il lattosio contenuto nel latte è da riferirsi a una mutazione genetica occorsa nell’uomo in un periodo non posteriore agli ultimi 7.000 anni; detta mutazione concerne la sintesi e la persistenza in età adulta dell’enzima lattasi, indispensabile per la digestione (idrolisi) del disaccaride in zuccheri semplici, e quindi per l’utilizzo dello zucchero del latte o lattosio da parte del nostro organismo anche in età adulta.

La distribuzione tra la popolazione umana di questa mutazione non è omogenea ma varia considerevolmente per individuo ed etnia; la rivoluzione negli usi e nella cultura del neolitico ha poi favorito la selezione naturale umana, amplificando la presenza di individui così mutati nelle civiltà a cultura dedita all’allevamento e alla pastorizia, prima in vicino e medio oriente e successivamente nel resto dell’Europa e dell’Africa, con prevalenza del nord.

La forma primaria è distinta in due forme:

  • deficienza di lattasi nell’adulto –> è il disturbo genetico più frequente dell’uomo, presente nel 20% della popolazione bianca e nel 70-90% della popolazione nera e orientale;
  • deficienza di lattasi nel bambino–>forma rarissima.

L’attività enzimatica della lattasi è presente durante l’infanzia, ma diminuisce nella maggior parte degli adulti, rimanendo a bassi livelli per tutta la vita; questi individui hanno una minor capacità di digerire il lattosio; esistono invece situazioni opposte per cui in alcuni adulti l’attività della lattasi persiste a livelli paragonabili a quelli dei bambini. In effetti la variabilità tra gli individui non è dovuta ad alterazione della sequenza codificante, ma ad alterazione dell’espressione genica di questo enzima: il soggetto con intolleranza al lattosio da adulto ha una lattasi che funziona normalmente, ma è poco espressa.

 

Author: microscopyworld

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