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Vaccino anti Hpv: la gente è diffidente, ma il prodotto è efficace

Scarsa fiducia nel profilo di sicurezza e paura di possibili danni alle figlie adolescenti, sono le cause più comuni di diffidenza verso il vaccino anti Hpv, ma modificare i setting in cui offrire il vaccino, potrebbe essere una soluzione. I due temi sono stati oggetto di altrettanti studi americani pubblicati su riviste scientifiche. In un caso sono state analizzate le ragioni dell’ancora insufficiente impiego e dei diversi tipi di resistenze all’adozione del vaccino tra le adolescenti americane.

I ricercatori, attraverso un’indagine che ha coinvolto un campione di 501 madri di figlie adolescenti dai 14 ai 17 anni, hanno evidenziato che i principali deterrenti sono legati alla preoccupazione riguardo alla sicurezza del vaccino e al conseguente timore che possano recare danno alle figlie, ma spesso anche una non efficace comunicazione tra medico e paziente. A come cambiare la situazione, cerca invece di rispondere un altro recentissimo studio statunitense, condotto dalla University of Ohio, evidenziando alcune potenziali soluzioni. I ricercatori grazie a un questionario online somministrato a 506 genitori di ragazzi adolescenti (11-17) e ai loro figli (391), hanno rilevato che la possibilità di effettuare la vaccinazione in setting alternativi allo studio medico, e magari in concomitanza con altri vaccini adolescenziali, possa incrementare l’adesione delle famiglie. In particolare, dallo studio è emersa una spiccata preferenza per la somministrazione del vaccino durante brevi visite infermieristiche. I dati si potrebbero proiettare anche sulla realtà italiana dove, nonostante il programma nazionale di immunizzazione, la copertura vaccinale contro l’Hpv non ha mostrato l’incremento sperato.

Author: microscopyworld

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